Per i bambini non c’è il “diverso”. Il video dell’esperimento



Per i bambini non c’è il “diverso”. Il video dell’esperimento ultima modifica: 2016-09-08T11:46:01+00:00 da Camilla Montella
Gli adulti hanno un concetto di "diverso" associato a una persona. I bambini no, per loro “diverso” può essere associato al massimo a un oggetto.

Ce lo ha dimostrato la Noemi Associations, che ha realizzato un video chiedendo a varie coppie genitore-bambino di copiare le smorfie che venivano proiettate su uno schermo. Si sono comportati tutti allo stesso modo, finché non è comparsa in video una bambina disabile: è stato il momento in cui i genitori “hanno preso coscienza” e si sono fermati, mentre i bambini hanno continuato il gioco senza notare "diversità".



La verità è che i bambini sono ottimi osservatori e notano le differenze, ma non giudicano. Invece fanno domande, tante, non per fare differenza, ma per capire. E spesso noi adulti, colti di sorpresa, non sappiamo cosa rispondere e ci limitiamo a zittire il bambino.

O, peggio, preveniamo le domande scomode con una comunicazione non verbale devastante: prendendo per mano i bambini e avvicinandoli a noi, accarezzandoli, quasi a rassicurarli che l’incontro con il diverso sia solo un caso sfortunato e momentaneo, che passerà presto e che possono contare sulla nostra presenza per sentirsi al sicuro nel mondo. Non ce ne rendiamo conto ma, il nostro imbarazzo nel trovare una risposta, si traduce in una indicazione comportamentale per i nostri bambini: è come se stessimo facendo passare il concetto che è meglio evitare di parlare di tutto ciò che è diverso da noi.

Senza saperlo, abbiamo piantato il seme dello stereotipo e del pregiudizio. Paolo Valerio [professore ordinario di Psicologia Clinica presso l’Università Federico II di Napoli] sostiene che “gli stereotipi agiscano in senso de-umanizzante, in quanto veicolano i rapporti sociali sulla base di categorie predeterminate e non sulla conoscenza reale dell’altro”.

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