“Storie della buonanotte per bambine ribelli”, il libro per dire alle bambine che c’è di meglio che diventare principesse



“Storie della buonanotte per bambine ribelli”, il libro per dire alle bambine che c’è di meglio che diventare principesse ultima modifica: 2017-03-01T12:45:41+00:00 da Camilla Montella
Ci può essere di meglio che diventare una principessa che sposa un principe.  Le bambine possono scegliere di essere chiunque loro vogliano: astronaute, scienziate, artiste, campionesse...  Servono coraggio, determinazione e generosità.

Gli esempi sono tanti, ma cento sono quelli che Elena Favilli, giornalista e imprenditrice, e Francesca Cavallo, autrice e regista di teatro, hanno raccolto nel libro Storie della buonanotte per bambine ribelli (edizioni Mondadori, 224 pagine, 19 euro).

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Le biografie raccolte in queste pagine provengono da tutto il mondo: da Rita Levi Montalcini a Frida Kahlo, da Margherita Hack a Michelle Obama, da Serena Williams a Malala Yousafzai: scienziate, pittrici, astronaute, sollevatrici di pesi, musiciste, giudici, chef.

Il libro ha visto la luce grazie al crowdfunding (è stato il più finanziato della storia con 1 milione di dollari!). È uscito a novembre 2016 e ha venduto 90 mila copie nella sua versione originale americana e da oggi viene venduto anche in Italia.

«Le ricerche ci mostrano come fin dall’inizio della scuola media le bambine iniziano a perdere fiducia in se stesse – spiegano le autrici -. Ecco perché essere esposte molto prima a una narrazione diversa della femminilità è fondamentale. I libri per i più piccoli sono ancora pieni di stereotipi di genere. I genitori non possono fare molto, anche se sono preoccupati e vogliono far crescere i loro bambini con storie che propongono modelli femminili moderni: è per loro che stiamo creando questo libro».

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4 Commenti to ““Storie della buonanotte per bambine ribelli”, il libro per dire alle bambine che c’è di meglio che diventare principesse”

  1. Gloria scrive:

    Peccato per il titolo del libro. Non azzeccato d stereotipato tanto quanto le principesse.

  2. Francesca scrive:

    Il libro è interessante, non capisco perchè porlo in antitesi alle fiabe tradizionali, soprattutto visto che le stesse protagoniste di questo libro le hanno lette….
    Né io né le mie coetanee (40 anni) abbiamo mai pensato di diventare principesse e lavoriamo nei campi più disparati…
    La mancanza di autostima va cercata da altre parti, in primis in famiglia dove mamme troppo apprensive o troppo esigenti portano le figlie a pensare di non valere niente, e in queste situazioni questo libro non può farci nulla….
    Tra l’altro, il tanto detestato principe azzurro arriva solo a fine storia, pper tutto il tempo le protagoniste sono sguattere, e non c’è niente di più sovversivo di una serva che diventa regina…..
    Volete che i vostri figli diventino persone concrete ed equilibrate?… leggetegli anche qualche favola di Esopo, che male non gli fa…..
    Basta con la demonizzazione della fantasia, per realizzarsi nella vita bisogna imparare a sognare….

  3. Rosaria scrive:

    Bella iniziativa, il mio modello da piccola era Pippicalzelunghe ! Ero scettica sin dalla giovane età che il mondo fosse pieno di principi che giravano a cavallo e per questo preferivo essere il capo di una ciurma di pirati !

  4. art scrive:

    si può stare a dibattere per ore, tanto la discussione non sarà mai al centro dell’attenzione che meriterebbe, la gente di riflettere non ne ha nessuna voglia, ahimè…

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