Doveva essere una sposa bambina in Afghanistan, il rap l’ha salvata (VIDEO)



Doveva essere una sposa bambina in Afghanistan, il rap l’ha salvata (VIDEO) ultima modifica: 2015-10-23T11:00:13+00:00 da Camilla Montella
Doveva essere una delle tante spose bambine in Afghanistan, ma il rap l’ha salvata e l’ha portata negli Usa.

Sonita Alizedeh aveva 15 anni e viveva a Teheran col fratello come rifugiata. Un giorno la madre le dà la notizia che doveva partire perché sarebbe andata in sposa a uno sconosciuto: “quando mi ha detto che sarei stata venduta per permettere a mio fratello di comprare una moglie, il mio cuore si è fermato, non riuscivo a respirare né a parlare. Le mie mani tremavano. Ho capito che, in confronto a lui, io non avevo nessun valore”.

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Sonita scappa senza voltarsi indietro: “Era molto difficile immaginare di sposare uno sconosciuto, pensare che mi avrebbe toccata era più doloroso di una frustata. Così ho deciso di fare qualcosa per far sentire la mia voce e affermare la mia esistenza. Non solo per me ma anche per le mie amiche che stavano vivendo la stessa situazione. Sono cresciuta in un paese dove la mia personalità è sempre stata torturata a causa del mio genere, mi sentivo una donna invisibile e ho scritto la canzone per dire: Io esisto, ho una voce, sono proprio come voi”. La canzone rap si chiama “Dokhtar Forooshi” (Figlie in vendita).

Il video va su Youtube e viene visto e condiviso migliaia di volte, fino ad arrivare all’organizzazione Strong Group, che trova la ragazza e la porta negli Stati Uniti. Oggi Sonita può studiare e continuare a scrivere canzoni e lo fa con un fine: aiutare le altre ragazze che diventeranno spose bambine. A 19 anni è un’attivista e la più giovane rapper donna afghana.

Ecco il rap che l'ha salvata (con i sottotitoli in inglese):

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