Al compleanno mi ricordo di essere figlia prima che mamma



Al compleanno mi ricordo di essere figlia prima che mamma ultima modifica: 2015-05-24T16:02:43+00:00 da Camilla Montella
Ogni mio compleanno, il 24 maggio, mia mamma mi telefona di mattina e mi dice: “A quest’ora stavo soffrendo le pene dell’inferno già da 20 ore, e ne mancavano ancora. Poi sei uscita di sedere, con tutto il corpo a doppio e nessuno mi ha fatto il cesareo, roba da delinquenti, potevamo rimetterci le penne entrambe. Però ce l’abbiamo fatta”. E ogni anno, da quando ho partorito, io rispondo: “Quante scene, ho partorito pure io e in quattro ore e due spinte era fuori. Dopo un’ora ero già in piedi a girellare per i corridoi”. Tutti gli anni così, mamma e figlia, mi piace tantissimo quel racconto e mi piace poi farla “arrabbiare”.

Poi parte il secondo racconto di mia mamma: “E quella sera, poche ore dopo il parto, quando ancora stavo malissimo, tuo padre mi ha chiamata con un casino d’inferno in sottofondo. Sai cosa aveva fatto? Era felicissimo e aveva organizzato una mega cena con tutti i nostri amici per festeggiare il tuo arrivo. E sentivo brindisi, balli e canti dal letto di ospedale!”

Ecco, il giorno del mio compleanno torno figlia. E quei due racconti sono lo specchio di quello che poi sono stati i miei genitori: la mamma dedita a me, il papà pazzo di me. A casa nostra lagnose smancerie non vanno tanto, ma non servono, due racconti che potrebbero sembrare quasi “rimostranze”, sono invece dichiarazioni d’amore, alla nostra maniera.

Forse l’ho capito davvero solo dopo essere diventata anche io genitore quanto sono stata e sono amata dai miei. E, detta sempre senza smancerie, mi è andata di gran culo: quando sono stata spedita giù, esattamente 38 anni fa, ho preso il biglietto vincente. Tanti auguri a me, grazie mamma, grazie papà.

piccola

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